12 Dic, 2019

Le malattie CARDIOVASCOLARI nella DONNA

12 Dic, 2019

UN PROBLEMA DI CUORE

E’ opinione diffusa che le malattie cardiovascolari siano un problema tipicamente maschile che non riguarda le donne. Al contrario di quanto comunemente si crede, la realtà dei fatti è che:

  • le malattie di cuore sono le malattie più frequenti nelle donne
  • il 40% delle morti femminili è dovuto a infarto e ictus
  • le donne muoiono molto di più a causa delle malattie cardiovascolari che per tutti i tumori messi insieme, compreso il tumore del seno
  • l’allungarsi della vita media porta le malattie di cuore a rappresentare un’emergenza per la salute delle donne

Nonostante queste evidenze, la percezione che le donne hanno nei confronti dei pericoli causati dalle malattie di cuore è ancora molto bassa. Essere consapevoli del rischio permette, invece, di poter mettere in atto una adeguata prevenzione. La grande maggioranza delle donne, tuttavia, è all’oscuro delle maggiori cause di rischio per una serie di fattori reali.

Insufficiente informazione
Pochi medici fanno riferimento alle malattie cardiovascolari quando discutono di problemi di salute e prevenzione con le donne.

Diversità delle malattie cardiovascolari tra donne e uomini.
Queste patologie colpiscono le donne circa dieci anni più tardi rispetto agli uomini e si presentano spesso in maniera più subdola.

Problemi socio-economici e culturali
Le donne hanno scarso potere di influenzare le scelte politiche e comunitarie e, di conseguenza, di dare risalto alle loro problematiche di salute

Perché a rischio?
Durante la fase fertile della loro vita, le donne presentano un profilo ormonale caratterizzato dalla presenza degli estrogeni, ormoni che influenzano in senso positivo i fattori di rischio in modo da limitare, generalmente, l’insorgenza delle malattie di cuore. L’ipercolesterolemia, l’ipertensione, l’obesità, la vita sedentaria ed il fumo sono i principali fattori di rischio per le cardiopatie. La loro incidenza è elevata nelle donne, ma soprattutto è in aumento, anche in quelle più giovani.
Ecco alcuni dati

  • Il 40% delle donne dopo i 55 anni presenta valori di colesterolo nel sangue elevati, ma un aumento, seppur meno grave, della colesterolemia si osserva anche nelle donne più giovani
  • Il 50% delle donne ha la pressione alta dopo i 45 anni
  • Il 25%, considerando tutte le fasce di età, non svolge attività fisica regolare
  • L’obesità e il diabete di tipo 2 sono molto frequenti nelle donne e in aumento anche tra le giovani
  • Alcuni fattori di rischio hanno un “peso prognostico” peggiore nelle donne: il diabete si associa ad un rischio due volte maggiore rispetto agli uomini; l’interazione tra fumo e ipertensione si associa ad un maggior rischio di ictus rispetto agli uomini.

I rischi nell’età fertile
E’ necessario che le donne siano informate su particolari situazioni che possono aumentare il rischio anche in età fertile.

La pillola anticoncezionale….
…può favorire l’insorgenza di ipertensione in alcune donne (nel 5% i valori della pressione superano i 140/90 mmHg). Questo rischio è più alto nelle donne di età superiore ai 35 anni, in soprappeso, con familiarità per ipertensione, che abbiano malattie renali. Quando si assume la pillola è importante misurare la pressione arteriosa ogni sei mesi e smettere di fumare. Prima di iniziarne l’assunzione è buona regola sottoporsi ad una visita medica accurata. Durante la gravidanza possono comparire ipertensione arteriosa e diabete
L’ipertensione compare nell’8% di tutte le gravidanze e costituisce, in tutto il mondo, una delle cause principali di complicanze, anche mortali, per la madre e per il neonato (ritardo della crescita durante la gravidanza, parto pretermine, basso peso alla nascita e di conseguenza aumento della mortalità del neonato fino a 5 volte).
Negli ultimi anni è in crescita il numero di donne che iniziano la gravidanza in età avanzata. Circa il 5% di esse presenta valori pressori già elevati, che aumentano ulteriormente il rischio di complicanze. La coesistenza di ipertensione, diabete e obesità prima della gravidanza favorisce la comparsa di una particolare e grave forma di ipertensione che prende il nome di preeclampsia. Compare dopo la ventesima settimana di gravidanza e causa la perdita di proteine con le urine.
Il trattamento antipertensivo è utile, ma la scelta dei farmaci deve essere molto cauta, per abbassare la pressione senza procurare danni al feto. Alcuni farmaci (come gli ACE-inibitori gli antagonisti della Angiotesina II) non devono essere utilizzati in gravidanza, mentre al contrario i betabloccanti, i calcioantagonisti e l’alfametildopa garantiscono una relativa sicurezza per la crescita del feto.
Il diabete che compare in gravidanza può danneggiare madre e bambino e deve essere curato.
E’ più frequente nelle donne che hanno una familiarità diabetica, ma in genere regredisce dopo il parto. Le donne che ne sono colpite, tuttavia, corrono un rischio più alto delle altre di sviluppare il diabete in futuro. Il fumo di sigaretta provoca gravi danni al bambino, perciò nessuna donna dovrebbe fumare o essere sottoposta a fumo passivo in gravidanza. Il fumo va evitato anche durante l’allattamento in quanto riduce la produzione di latte materno nel quale passano prodotti di degradazione del tabacco.

Donna e mamma
Le donne sono spesso chiamate a svolgere un importante ruolo sociale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari all’interno della famiglia. I bambini con un basso peso alla nascita hanno un rischio più alto di incorrere da adulti in malattie di cuore; pertanto, ogni sforzo deve essere fatto per promuovere una gravidanza sana. La maggior parte delle abitudini comportamentali e dietetiche che influenzano la comparsa delle malattie di cuore si assumono durante l’infanzia e l’adolescenza.
Le donne in genere hanno un ruolo rilevante nell’influenzare le abitudini di figli e figlie. Le donne rappresentano il primo riferimento dei familiari per quanto concerne il riconoscimento di sintomi e l’adesione ai programmi sanitari.
Il rischio cardiovascolare in menopausa. La protezione esercitata dagli ormoni (estrogeni) dura finchè questi sono prodotti dall’organismo.
Quando la produzione viene meno, come succede durante la menopausa o dopo intervento chirurgico di rimozione delle ovaie, il vantaggio che le donne hanno avuto nel periodo fertile scompare, e l’incidenza e la gravità delle malattie cardiovascolari diventano uguali, se non addirittura superiori, a quelle degli uomini.
Con la menopausa l’organismo femminile va incontro ad una serie di cambiamenti che lo accompagnano per il resto della vita.
In questo periodo è possibile che
– si riduca il colesterolo “buono” (HDL) ed aumenti quello “cattivo” (LDL)
– si riscontri ipertensione arteriosa, anche se prima i valori erano sempre stati normali
– alcune donne tendano ad ingrassare
– i valori della glicemia aumentino

Le donne devono sapere che queste alterazioni aumentano il rischio di avere malattie cardiovascolari;
pertanto, in menopausa, è necessario fare più attenzione alla loro prevenzione. Chi già prima della menopausa aveva regole dietetiche e comportamentali sane, avrà un rischio più basso. E’ importante ricordare che se si segue uno stile di vita equilibrato è possibile prevenire e ridurre l’incidenza delle malattie di cuore!

Ecco alcune regole fondamentali

  1. Praticare regolarmente esercizio fisico riduce la comparsa dei fattori di rischio cardiovascolare; l’attività fisica, inoltre, aiuta a migliorare il tono dell’umore (riducendo ansia e depressione che possono comparire in menopausa), scoraggiando l’abitudine al fumo e riducendo il soprappeso.
  2. Prestare maggiore attenzione alla dieta, privilegiando l’uso di frutta, verdura, cereali, pesce e carni magre, derivati del latte scremati, olio extravergine d’oliva al posto dei condimenti grassi come il burro
  3. Non fumare e non abusare di bevande alcoliche
  4. Qualora compaiano ipertensione, ipercolesterolemia e/o diabete, dovranno essere curati adeguatamente
  5. La terapia sostitutiva ormonale non è in grado di prevenire l’insorgenza delle malattie cardiovascolari; pertanto la somministrazione di ormoni in menopausa deve essere effettuata secondo giudizio medico in donne con specifiche caratteristiche.

L’infarto nella donna
Quando compaiono, le malattie cardiovascolari sono più gravi nella donna che nell’uomo.
Ciò dipende da molti fattori:
– nella donna si manifestano in età più avanzata
– è frequente la coesistenza di più fattori di rischio
– la sintomatologia con la quale si manifesta l’infarto è meno intensa nelle donne (la donna, generalmente, non presenta affatto il dolore “tipico” maschile), con la conseguente tendenza a sottovalutare e trascurare i sintomi che fanno ritardare la richiesta di aiuto e quindi l’intervento del cardiologo.

E’ invece fondamentale essere consapevoli che il danno dell’infarto diventa sempre più grave con il passare delle ore, e l’efficacia degli interventi terapeutici è tanto maggiore quanto più precocemente iniziati. L’ideale sarebbe metterli in atto entro la prima ora dall’inizio dei sintomi. Non bisogna, però, assolutamente sottovalutare alcun tipo di fastidio al centro del petto o allo stomaco e chiedere subito l’intervento del 118. Un semplice elettrocardiogramma potrà essere determinante per distinguere un infarto da un banale malessere.
Aspettare per vedere cosa succede non serve a niente e fa solo perdere tempo prezioso.

Testo redatto da:

prof.ssa Maria Vittoria Pitzalis – Dipartimento di Cardiologia, Università di Bari
prof.ssa Maria Lorenza Muiesan – Dipartimento di Medicina Interna, Università di Brescia

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